martedì 25 ottobre 2016

L'ultimo nato

Buona serata ai miei lettori!

Questo weekend non è stato particolarmente produttivo, complice un fastidioso raffreddore che mi sono beccato in settimana e che ancora non mi lascia in pace. Sono comunque riuscito a terminare il lavoro sul deviatoio medio da 12° di cui vi ho mostrato le dime per il cuore la settimana scorsa.

IMG_2484

Questo deviatoio sarà alla radice dell'asta di manovra per la movimentazione dei carri tra i binari di scalo ed il raccordo industriale. Ho scelto come armo il codice 75 perché il binario su cui questo deviatoio insiste vuole rappresentare un FS 46 con traverse in legno ed attacchi indiretti come ho già discusso qui (link). Per la disposizione delle traverse, mi sono ispirato al deviatoio inghiaiato con pietrisco chiaro al centro di questa foto (Milano Smistamento).

comunicazione_semplice_segrate3

Mi ha colpito perché rispetto ad altri deviatoi ha un solo coppione, posizionato proprio subito prima del cuore. Questa disposizione è molto conveniente per mascherare la separazione tra le rotaie che formano gli aghi e quelle che formano le zampe di lepre, e nel contempo fissare saldamente l'estremità delle rotaie.

IMG_2486

La foto più ravvicinata forse può aiutare meglio a capire la strategia che ho adottato: dal momento che incido sul rame ciascuna delle basi degli attacchi, tratto diversamente la base della traversa più vicina al cuore rispetto a quella opposta. Mentre la prima ha una superficie continua, la seconda è divisa in due da un piccolo tratto senza rame largo circa 0.5mm. Inoltre, solo in corrispondenza delle basi, ho lievemente svasato lo spigolo superiore della traversa: in questo modo sono riuscito a ricavare un'altra separazione da 0.5mm che evita il rischio di creare corti in fase di saldatura.

IMG_2488

Altra zona che ho curato con una certa attenzione -ci sarà un intenso traffico su questo deviatoio e voglio evitare ogni inconveniente- è la punta degli aghi. Come potete vedere qui sotto, oltre alla solita rastrematura in cui elimino tutta la parte esterna del piede esterno per lo spazio di 5 traverse, e parte del fungo -sia interno che esterno- per lo spazio di 2.5 traverse, questa volta ho  allungato la rastermatura della parte interna del fungo ed aggiunto anche un piccolo arrotondamento della punta dell'ago. Un lieve arrotondamento è presente anche sulla punta del cuore.

IMG_2487

IMG_2485

Le prove del deviatoio hanno dato tutte esito positivo, quindi si continua.

A presto!

martedì 18 ottobre 2016

Nuove dime per i cuori

Buona serata ai miei lettori!

Questo weekend, durante la lavorazione del nuovo deviatoio medio, ho avuto la necessità di realizzare il terzo set di dime per i cuori. Le prime che avevo fatto erano per deviatoi corti da 15°, con cuore curvo ed angolo al cuore di 14°, di conseguenza ciascuna aveva un angolo di 7°. Il secondo set, da 6°, mi è servito per i deviatoi medi tipo R.A. 36, con cuore curvo ed angolo al cuore di 12° e mi tornerà utile anche per i doppio inglese. Quest'ultimo set, da 5°, mi è necessario per realizzare deviatoi da 12° con cuore curvo ed angolo al cuore di 10°.

Realizzare tre dime con uno scarto di un grado potrebbe sembrare un eccesso di zelo, ma non è così. Chi di voi ama la trigonometria può facilmente calcolare di quanto i scostano le rotaie dopo 5cm dal punto di intersezione matematico: 12.47mm a 14°, 10.63mm a 12° e 8.82mm a 10°. Questo vuol dire che se avessi usato sempre le dime da 6° avrei variato lo scartamento di circa ±1.8mm, oltre il 10% dello scartamento (16.5mm), con conseguente deragliamento dei convogli.

Avevo già mostrato il progetto delle dime qualche tempo fa (link) ma non ho mai avuto la pazienza di scattare qualche foto del processo costruttivo, per cui vedo di colmare questa lacuna.

20161015_183258

Tutto parte dalla misura precisa dell'angolo al cuore con un goniometro a testa tonda da 180°. Potrei evitare questa misura dal momento che ho progettato il deviatoio con Templot, ma una verifica sperimentale non fa mai male. E' importante che la misura venga presa al cuore e non all'uscita del deviatoio: a colmare l'eventuale angolo residuo penserà la curvatura della rotaia o l'elasticità del profilato.

20161015_183403

A questo punto riporto la metà dell'angolo appena misurato su un blocchetto di legno: normalmente uso dei quadrotti in abete piallato da 2x2cm di sezione, residuo di altre lavorazioni. E' importante, ma non fondamentale, che i due pezzetti di legno abbiano la stessa altezza: uno scarto di mezzo millimetro si può facilmente riportare a livello con una passata di carta vetrata o di levigatrice.

20161015_184047

Dopo aver tagliato una striscia di cartoncino da 0.5mm di spessore, circa 1x10 cm, la incollo con colla cianoacrilica universale (21) al blocchetto di legno, avendo cura di rimuovere eventuali eccessi di colla dal lato della rotaia (in basso nella foto qui sopra). Non sono particolarmente preoccupato dalla tenuta della colla: ci penseranno le viti ad assicurare la struttura di fissaggio al legno.

20161015_191714

Riporto ora sul legno il profilo del piede della rotaia e traccio una seconda linea. Addosso poi a questa linea un'altra strisciolina di cartoncino da 3mm di larghezza. Le dimensioni di quest'ultimo pezzetto di cartoncino non sono fondamentali: dopo l'incollaggio capovolgo la dima, appoggiandola ad un blocchetto di ferro e rimuovo gli eccessi utilizzando un bisturi affilato per evitare sbavature. Potete vedere il risultato di questa operazione nella foto qui sopra.

20161015_192827

Ora tocca all'operazione più delicata, da cui dipende gran parte della precisione della dima: dopo aver ritagliato una strisciolina di vetronite ramata di dimensioni opportune, posiziono uno spezzone di rotaia nella gola tra i due pezzi di cartoncino. Poi accosto la vetronite al corpo della rotaia avendo cura che il profilato sia sempre perpendicolare al legno. Infine la blocco tutti in posizione con un morsetto e pratico i primi due fori per le viti di fissaggio: uno in corrispondenza della punta del cuore, ed una verso l'uscita del deviatoio. Poi invito le viti a fondo, rimuovo il morsetto e pratico altri due fori per altrettante viti: una all'estremo sinistro ed una in posizione mediana.

20161015_194326

In maniera analoga lavoro sul secondo pezzetto di vetronite, che farà da contro telaio per bloccare in posizione il binario. Questa volta, al posto di viti, utilizzo chiodini ottonati per modellismo navale; i fori ovviamente sono decisamente più piccoli, ma lo è anche lo sforzo che questa parte deve sostenere: la maggior parte viene assorbito dalle quattro viti principali.

20161015_202808

Realizzata anche la seconda dima, passo alla levigatura dei pezzi: è necessario infatti rimuovere l'eccesso di vetronite o legno così che le superfici laterali siano perfettamente verticali. E' fondamentale controllare sempre che l'angolo delle due dime non sia cambiato durante questa lavorazione, altrimenti è necessario effettuare qualche piccola correzione per riportare l'angolo entro tolleranze accettabili. Infine affianco le due metà e controllo simmetria, allineamento e planarità.

20161015_210036

Se tutto è a segno, prima di usare le dime per realizzare le due metà del cuore, mantenendo le dime allineate e bloccate con morsetti a vite, incido 2-3 tacche sul rame, facendo in modo che il tratto coinvolga entrambe le metà. Queste tacche serviranno per allineare correttamente le due metà al termine della levigatura degli aghi, come potete vedere qui sopra. A questo punto, dopo una bella passata di flussante liquido, inizio la saldatura dei cuori riempiendo lo spazio tra essi con lo stagno per simulare un cuore monoblocco.

20161015_211200

Questo è il risultato finale, dopo aver rimosso il pezzo dalla dima: quello di sopra è un cuore da 12° mentre quello di sotto è da 10°: la differenza è visibile.

A presto!

martedì 11 ottobre 2016

La saldatura degli attacchi

Buona serata ai miei lettori!

Il lavoro sul nono deviatoio continua: come potete vedere dalla foro qui sotto, tutte le traverse sono state sagomate, le piazzole stagnate e saldati tutti gli attacchi speciali nella zona del telaio degli aghi.
Dal primo deviatoio a questo ho un poco affinato la pratica di saldatura di questi pezzetti e spero di farvi cosa gradita nello scrivere due righe su quale sia secondo me il metodo che ha dato i risultati migliori.

IMG_2466

La prima cosa che si deve considerare sono le dimensioni: si tratta di saldare pezzetti di rame fotoincisi da 1.5x4.5mm, gli attacchi normali, o da 1.5x7mm, gli attacchi speciali, a delle piazzole larghe 2.75mm e lunghe rispettivamente 5.5mm o 8mm. Le dimensioni dunque non sono proibitive (per lavoro ho saldato componenti decisamente più piccoli) e paradossalmente il pezzo più difficile da saldare è quello più grande.

Infatti non ci sono problemi se scappa un po' di stagno mentre si saldano gli attacchi normali: quando si salda la rotaia, lo stagno in eccesso viene richiamato per capillarità sotto il piede del profilato e contribuisce a rafforzare la saldatura. Tutto il contrario accade quando si ha a che fare con gli attacchi speciali: in questo caso la superficie deve essere assolutamente in piano e liscia per consentire un adeguato movimento degli aghi, come nella foto qui sotto.

IMG_2467

Dopo aver provato vari metodi, trovo che la soluzione migliore per ottenere sistematicamente questo risultato sia il seguente. Dopo avere leggermente carteggiato la superficie delle piazzole con carta vetrata grana 800 o più fine, comincio depositando un velo di stagno su ciascuna piazzola. La quantità di stagno per ogni piazzola dipende dalla lunghezza della piazzola. Personalmente utilizzo un tratto di stagno senza piombo, diametro 0.7mm, con flussante, lungo quanto la piazzola. Come potete vedere dalla foto, questa quantità di stagno è sufficiente a saldare l'attacco ma non a ricoprire l'intera piazzola: questo aiuta ad evitare che lo stagno "contamini" la superficie dell'attacco.

IMG_2477

Stagnata la piazzola è ora il momento di saldare l'attacco. La prima saldatura è solo provvisoria e non faccio uso di flussante: avendo avuto cura di carteggiare leggermente la superficie inferiore dell'attacco, lo stagno riesce a fare presa senza problemi. Per fondere lo stagno senza muovere l'attacco faccio uso contemporaneamente delle pinzette e della punta del saldatore. Appoggio quest'ultima alla zona delle chiavarde, esercitando una lieve pressione, mentre con la punta delle pinzette cerco di correggere eventuali difetti di posizionamento dell'attacco. In questo modo, anche se la punta del saldatore è sporca di stagno, la parte che tocca non è quella coinvolta nello scorrimento degli aghi.

IMG_2479

A questo punto passo a rifinire i bordi: sposto il punto di applicazione delle pinzette al centro dell'attacco e con delicatezza percorro tutto il bordo dell'attacco, facendo in modo di distribuire in modo il più possibile uniforme lo stagno.

IMG_2483

Infine passo una leggera pennellata di flussante e ripasso tutti i bordi. Per essere sicuro che l'attacco non si muova e per correggere eventuali pendenze indesiderate, uso l'impugnatura delle pinzette cercando di rimanere il più possibile perpendicolare alla traversa. Il flussante, favorendo la bagnatura delle superfici da parte della lega saldante, fa sì che il bordo dell'attacco appaia più marcato e contemporaneamente permette una migliore e più uniforme distribuzione dello stagno.

Dopo quasi ottocento saldature (non ci credevo, ma ho già consumato più di 5 lastrine da 156 attacchi!) vi posso assicurare che è possibile fare tutto questo in circa mezzo minuto, ma le prime volte ci vuole decisamente più tempo.

A presto!

martedì 4 ottobre 2016

Stato dei lavori

Buona serata ai miei lettori!

Il lavoro sul plastico procede in modo stabile: ho finalmente completato e messo nella sua posizione definitiva anche il terzo deviatoio della radice destra della stazione. L'angolo di deviata di quest'ultimo è di 12° contro i 15° usati per i binari di scalo, come si può apprezzare in questa foto.

20161004_214348

Ormai sono a metà dei 16 deviatoi che devo realizzare per completare il piano binari di Caprazzino. Poiché temo particolarmente il momento in cui dovrò cimentarmi con il doppio inglese, per il momento ho deciso di completare prima i due deviatoi della radice sinistra che collegano il binario 3 al resto dell'impianto, di cui potete vedere i template già in posizione in questa foto panoramica.

IMG_2465

Ho già iniziato la lavorazione del primo dei due deviatoi, seguendo il procedimento ormai standard che prevede, dopo il taglio, la carteggiatura delle traverse. Questa parte è una delle più lunghe e già dopo la prima dozzina di traverse le dita cominciano a protestare: per questo motivo ho iniziato ad utilizzare una gomma per bloccare in posizione la traversa in lavorazione, come potete vedere qui sotto. Ora il procedimento è decisamente più rilassante.

20161004_212454

Essendo arrivato ormai al nono pezzo, posso fare una stima abbastanza accurata del tempo necessario per realizzare un deviatoio semplice. Più o meno i numeri sono questi:


  • 1 ora per il taglio e carteggiatura a misura delle 30 traversine in FR4 (circa 2'/traversa);
  • 3 ore per la rimozione del rame tramite carteggiatura (circa 6'/traversa);
  • 2 ore per il taglio e carteggiatura dei 102 attacchi in rame (circa 1'/attacco);
  • 1 ora per la saldatura degli attacchi (circa 30"/attacco);
  • 1 ore per il taglio e carteggiatura delle rotaie;
  • 2 ore per la saldature delle rotaie.
Totale: circa 10 ore di lavoro, minuto più, minuto meno... Sicuramente, riguardando questo elenco, si può risparmiare molto tempo riducendo il numero di traverse a saldare, sostituendole con traverse in legno, come ho visto fare su molti dei plastici presenti a Novegro, ad esempio il modulare del Gruppo Fermodellistico Binari d'Italia che vedete qui sotto.

IMG_2437

A circa un metro di distanza la differenza non è molto sensibile ed anzi trovo la resa estetica proprio valida. Però guardando più da vicino e con un poco di attenzione qualche differenza sono riuscito a coglierla e, visto che non ho fretta, preferisco seguire un approccio zen per i deviatoi di Caprazzino.

Concludo questo post con un paio di immagini del piano di stazione di Caprazzino allo stato attuale dei lavori. Tutto sommato, sono soddisfatto e non vedo l'ora di vedere transitare il primo convoglio di prova.

A presto!

20161002_164014

20161002_164115

martedì 27 settembre 2016

Accessori (1)

Buona serata ai miei lettori!

Quest'ultimo weekend è stato particolare ricco di soddisfazioni, grazie soprattutto agli acquisti fatti a Novegro, dove sono andato sabato con mio padre. Uno degli acquisti è stato un set da sei colori acrilici -più il rispettivo diluente- per l'invecchiamento ad aerografo delle traverse in legno.

20160927_214100

Appena arrivato a casa ho subito controllato con i colori che avevo ricavato dalle foto: oltre al colore UA 714 -Warm Base Color-, perfetto per le traversa in legno, sono stato molto contento nell'osservare che l'UA 713 -Warm Dark Shade- è praticamente identico al quello che utilizzo per l'invecchiamento delle rotaie, mentre l'UA 717 -Cold Base Color- è molto simile come tonalità a quella usata per le traverse in CAP. Sono curioso di vedere che effetto faranno una volta applicati ai binari.

20160924_193546

Sempre dal lato accessori, ho comprato una piccola campionatura di macachi in microfusione per confrontare sul plastico -e con calma- cosa il mercato ha da offrire e capire se sarà necessario o meno procedere all'autocostruzione. La maggiore differenza tra i due è il fatto che quello di sinistra (Struttura Ferroviaria, art.006M) presenta il contrappeso già dipinto, mentre quello di destra (Modelplanet, art.MP109) ha una migliore incisione dei bulloni di fissaggio. E poi, il prezzo: quello di destra cosa decisamente meno di quello di sinistra, quasi il 30% in meno. Per il resto sono assolutamente identici.

20160924_200043
20160924_200259

Provati sul plastico, utilizzando un paio di rimasugli di compensato per compensare l'altezza del supporto in sughero, sono stato assai contento nel vedere che combaciano perfettamente sia con la dimensione che con la posizione delle traverse. Inoltre, fortunatamente, sembrano non interferire con i tiranti dei deviatoi, quindi buona la prima!

20160924_193444

Ho anche acquistato qualche campione di cassa di manovra elettrica, Come potete vedere qui sopra, mentre le proporzioni sono simili, ma la resa estetica è decisamente diversa: sebbene quello di sinistra (Struttura Ferroviaria, art.001M) presenti già i bordi colorati di bianco, preferisco senza dubbio quello di destra (Modelplanet, art.MP110), decisamente più raffinato e definito, secondo me. E nuovamente anche il più economico dei due, oltre il 25% in meno.

20160924_201256
20160924_201333

Una volta avvicinati al deviatoio mi sono accorto che, sebbene perfettamente compatibili con la spaziatura delle traverse, dovrò lavorare un poco di fresa per ricavare lo spazio necessario per muovere i tiranti degli aghi. In alternativa penso sia possibile autocostruire questo pezzo con poca spesa ed un poco di plasticard, come descritto qui [link].

20160924_194515

Infine questo è lo stato dei lavori: ho completato il lavoro sui deviatoi in codice 60 e li ho messi nella loro posizione definitiva, e resta poco meno di un metro di binario in codice 60. E' stato un lavoro particolarmente lento, ma ormai è fatta!

A presto!

martedì 20 settembre 2016

Elettrificazione e movimentazione (2)

Buona serata ai miei lettori!

Un altro dei lavoretti svolti durante l'estate ha riguardato la motorizzazione dei deviatoi del raccordo industriale. Avevo già deciso di posizionare i due micro servo HK15168 uno sopra ed uno sotto il piano per ragioni di conflitto con la struttura dei moduli ma, complice il lavoro sugli altri deviatoi e sulla posa del binario, avevo soprasseduto sull'installazione.

20160920_191703

Il lavoro sul servo inferiore è stato quello più complicato fra i due, ma il risultato finale mi soddisfa. L'altezza complessiva dell'insieme motore/leva non supera i 2 cm, pienamente compatibile con lo spessore dei listelli che formano la cornice dei telai dei moduli, anche se lievemente superiore a quella delle cornici dei tasselli. Per garantire un corretto allineamento tra motore e deviatoio ho semplicemente praticato un secondo foro, più sottile, a circa un centimetro di distanza dal foro per la movimentazione degli aghi. Ho poi tracciato una riga passante per i due fori ed una perpendicolare per avere un riferimento sull'angolo di montaggio del motore. i diametri dei fori sono rispettivamente 1mm e 2x3mm.

20160920_205809

Come potete vedere nella foto qui sopra, l'asta di comando si innesta su un pezzetto di vetronite posta non al centro del deviatoio ma a lato, in modo da poter essere più facilmente camuffata con la riproduzione modellistica dei macachi che spero di riuscire a procurarmi fra poco a Novegro. Ho realizzato l'asta di comando con uno spezzone di filo in acciaio armonico di diametro 0.8mm: per questo motivo ho dovuto leggermente allargare i fori della leva del servo. Ho scelto di non bloccare l'asta alla leva per rendere più semplici le operazioni di manutenzione: la leva infatti è fissata al motore con una vitina che sarebbe impossibile rimuovere se l'asta fosse bloccata in posizione. Ultima operazione, prima di sistemare il servo in posizione, è stato il taglio a misura dell'asta di controllo e una lieve passata con un dischetto abrasivo per arrotondarne la punta, così che si potesse inserire meglio nella sua sede.

20160920_191747

Quanto al deviatoio in superficie, ho scelto una soluzione più flessibile per l'asta di controllo: in questo caso ho usato in filo in acciaio armonico di diametro 0.6mm. La piega a forma di N è quella già vista per i deviatoi della stazione nascosta, mentre differentemente dalla soluzione adottata per quella zona ho scelto di installare due piccole guide in legno al posto del tubo in alluminio perché ritengo che si possano camuffare più facilmente.

20160920_191757

Per realizzarle ho impiegato degli scarti di lavorazione delle traversine in cui ho praticato tre fori da 0.7mm di diametro: due sul lato dal 2mm per i chiodini di fissaggio ed uno sul lato da 3mm per l'asta di controllo. Le guide sono fissate anche con un poco di colla vinilica. Tutto l'insieme dovrà poi essere nascosto dagli edifici della Saltarelli e Migiani.

A presto!

martedì 13 settembre 2016

La posa delle traverse

Buona serata ai miei lettori!

Dopo il lavoro di questa estate, in questi giorni sto finalmente terminando di posare il binario in codice 60. Oltre a preparare un altro centinaio abbondante di traverse per concludere il lavoro, ho dovuto curare con attenzione la posa in curva. Infatti, la parte del raccordo da cui sono partito con la posa era rettilinea, quasi tutto il resto dei tratti di binario secondari sono in lieve curva. Per questo motivo ho sostituito il template che avevo mostrato qui [link] con una più semplice strisciolina di cartoncino con un adeguato numero di tacche, come potete vedere qui sotto.

20160807_175507

Al centro potete vedere che tre spazi sono marcati con un puntino: quando voglio realizzare campate da 12m incollo una traversa per ogni tacca, mentre quando si tratta di realizzare traverse da 9m, quei tre spazi vengono saltati. Le due righe continue alle estremità invece mi servono come riferimento per la mezzeria dei coppioni. In curva, piuttosto che deformare il template, con il rischio di alterare la distanza tra le traverse, accosto di volta in volta il template al supporto del binario, correggendone la posizione, e poi, con pazienza, incollo le traverse al sughero con un poco di vinilica. Per mantenere una posa accurata, correggo la posizione del template ogni 5-6 traverse, e comunque sempre prima che lo spazio tra il supporto ed il sughero superi il millimetro.

20160807_175224

Altro aspetto che ho cercato di curare è il raccordo nella posa delle traverse del binario semplice con quelle del deviatoio. Per fare questo, prima di avere a disposizione i deviatoi che al momento della foto erano ancora in fase di lavorazione, ho stampato dei carta-modelli dei futuri deviatoi in scala 1:1. Ho trovato questo sistema particolarmente comodo anche per verificare se vi sarebbe stato qualche conflitto tra le traverse dei vari deviatoi. Fissate al sughero le sagome con tre puntine ho poi usato la strisciolina di cartoncino per cercare il miglior raccordo da le due sezioni, come potete vedere qui sotto.

20160807_180324

Qualche piccolo compromesso purtroppo è inevitabile, ma penso che anche nella realtà questo sia avvenuto dato che dubito che sia stato sempre possibile posare tratte da esattamente 12m e 9m. Per fissare in maniera più salda le rotaie, ho aggiunto, come sempre, la solita traversina in vetronite al termine della tratta. A questo punto, a seconda della colla utilizzata, ho scelto e posizionato i contrappesi, distribuendo il peso con una tavoletta di legno.

20160807_181252

Una volta trascorso il tempo di asciugatura ho rimosso i contrappesi e verificato il corretto allineamento verticale delle traverse. Raramente ho avuto necessità di carteggiare: quando l'ho fatto, ho utilizzato una carta vetrata a grana molto fine, numero 400. Il risultato finale, dopo aver saldato i profilati codice 60, praticato i fori guida per i chiodini di fissaggio, incollato le rotaie alle traverse, ed aver posizionato il primo dei due deviatoi, lo potete vedere nella foto qui sotto.

20160817_163638

A presto!