martedì 2 maggio 2017

Nuovi arrivi!

Buona serata ai miei lettori!

Devo proprio dire che quest'anno non ci si può lamentare del periodo Pasquale: tre weekend lunghi uno attaccato all'altro sono stati ottimi per i lavori in casa ed al plastico. Devo ammettere che sto prendendo questa fase con una certa calma, ma onestamente nessuno mi corre dietro: in questo modo ho tutto il tempo necessario per fare le cose con la dovuta precisione e la giusta meditazione per non rischiare di avere delusioni o ripensamenti in futuro.

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Come potete vedere dalla foto qui sopra il lavoro sul piano binari è quasi terminato: ho terminato di posare la comunicazione semplice sinistra tra il primo ed il secondo binario, realizzata con i soliti deviatoi medi da 12 gradi in CAP, così come di posare tutto il binario flessibile. Restano ora da terminare le due estermità sinistre di questi binari, con la comunicazione semplice destra ed i relativi tronchini, e la parte del deposito locomotive. Proprio per questo sono già in fase di realizzazione altri due deviatoi, uno dritto in CAP ed uno curvo con traverse in legno, che potete vedere qui sotto.

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A proposito di deposito locomotive! I primi giorni dello scorso novembre avevo prenotato la nuova girevole di AKA models: venerdì scorso è arrivata. Pur avendolo spaccettata la sera stessa -ero troppo impaziente di godermi l'acquisto!-, ho dovuto attendere la mattina successiva per l'installazione sul plastico. Il modello che ho acquistato mi è stato fornito già montato, digitalizzato e programmato. E' in perfetta scala 1:87, anche per quanto riguarda la profondità della tina. Le righiere a lato del ponte, le leve ed i chiavistelli sono veramente molto fini. In poche parole, già alla prima vista, sono rimasto decisamente soddisfatto della mia scelta.

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Il posizionamento sul plastico è stato semplicissimo: una volta praticato un foro di diametro 180mm con il Dremel la tina si è inserita perfettamente, senza incertezze e senza forzature. La piattaforma è fornita con due uscite ed un ingresso, ma è possibile spostarli su un totale di nove posizioni. Dopo aver valutato come meglio inserirla nel modulo d'angolo, ho cambiato la configurazione degli accessi, avvicinando l'ingresso al pozzetto ed allontanando fra loro le due uscite: penso infatti di far proseguire il binario diametralmente opposto all'ingresso fino al bordo del modulo e di sfruttare l'ulteriore uscita per un tronchino su cui depositare un carro E carico di carbone, o una draisina per l'ispezione della linea.

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Devo ancora decidere se realizzare il binario di accesso con le traverse in legno o con le traverse in CAP; il dubbio mi è venuto guardando le foto aeree aggiornate della stazione di Piazza al Serchio sulla Lucca-Aulla (link): a quanto pare è stata completamente riarmata con binari con traverse in cemento mantenendo inalterata la girevole da 15mt. Sono stati coinvolti oltre ai binari di corsa anche il binario della rimessa e quelli afferenti alla girevole, come potete vedere nella foto qui sotto.

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Per Caprazzino avevo ipotizzato una situazione simile, ma non avevo considerato le traverse in CAP per il binario della rimessa. D'altra parte, Bologna Roveri mostra una soluzione più particolare: sono stati conservati i deviatoi con le traverse in legno anche sui binari di corsa, mentre il resto del piano binari è stato convertito in CAP.

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In conclusione non poteva certo mancare una foto della 940 con vomere in bella mostra sulla nuova girevole. L'accoppiata mi soddisfa un sacco e mi pare che la posizione della piattaforma sia in armonia con il resto dell'impianto della stazione di Caprazzino.

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A presto!

martedì 4 aprile 2017

Deviatoi in CAP 2.0 (4)

Buona serata ai miei lettori!

Con pazienza l'ennesimo deviatoio in CAP sta vedendo la luce. Il metodo è il solito, per ora: Dremel, mascherina e tanta pazienza. Però grazie ai consigli degli amici del forum di TuttoTreno Modellismo per il prossimo deviatoio vorrei provare l'incisione chimica del rame: dovrebbe essere decisamente più rapida. Altro suggerimento arrivato proprio oggi è quello di usare la pasta saldante che si usa per saldare i componenti elettronici a montaggio superficiale (SMD) al posto del solito filo di stagno: costa di meno e contiene già la giusta quantità di flussante. Inoltre gli attacchi di Weinert hanno più o meno le stesse dimensioni di un SMD. Vedremo se gli esperimenti avranno successo!

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Qui sopra potete vedere lo stato di avanzamento dei lavori. Terminato questo deviatoio siamo a -4 dal termine, Tutti deviatoi semplici, quindi nulla di nuovo. Per questo è giusto sperimentare qualche nuova tecnica.

Per quanto riguarda invece la nuova centrale DCC, ho aggiornato profondamente la parte di generazione del segnale DCC e di ricezione dei messaggi dalla Raspberry: ora la velocità di risposta della loco di test è decisamente migliorata. Ho fatto anche qualche prova con una 668 digital sound per testare le funzioni: funzionato tutto al primo colpo e senza incertezza.

A presto!

martedì 21 marzo 2017

La nuova centrale di controllo (3)

Buona serata ai miei lettori!

Settimana intensa, quella appena trascorsa, ma non scevra di soddisfazioni! La mia centrale di controllo ha lentamente preso vita e posso finalmente farvi vedere qualcosa che si muove.

Devo ammettere che la documentazione su come realizzare la comunicazione non è proprio abbondante, sia dal punto di vista dei produttori di centrali (eccezion fatta per Lenz [link] ed una vecchia versione di Sprog [link]), sia dal punto di vista dei programmi di controllo. Capisco molto bene il punto di vista dei produttori commerciali e ritengo siano da elogiare i due che ho indicato per aver rilasciato al pubblico una descrizione -seppur forse incompleta- del protocollo di comunicazione. In giro ovviamente si trovano anche altri dettagli, ma preferisco non avere noie in seguito.

Al contrario proprio non capisco per quale motivo chi sviluppa software di controllo open-source (in questo momento, realmente aperto resta solo JMRI) non abbia previsto un meccanismo, non dico facile, ma almeno umano, per estendere la libreria di centrali di controllo. Pertanto ho dovuto arrangiarmi...

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Qui sopra il sistema di pre-test: in pratica ho fatto in modo di trasferire al PC tutti i comandi che JMRI e Rocrail inviano tramite la porta seriale di uscita sulla Raspberry. Sarebbe stato un gioco da ragazzi se avessi avuto un convertitore USB-seriale adatto al voltaggio della Raspberry. Purtroppo non ce l'ho, quindi dovuto adottare una soluzione più complessa, riciclando la schedina che tempo fa avevo usato per il misuratore di velocità. In primo piano la scheda di programmazione e debug, subito dietro sulla destra quella di conversione, dietro ancora la Raspberry. Grazie ai dati letti in questo modo, ai sorgenti di uno dei due programmi di controllo di cui sopra ed alla documentazione ufficiale trovata in rete, sono riuscito a capire come scambiare i comandi.

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A questo punto ho potuto finalmente programmare in modo adeguato la mia schedina e vedere accendersi i fanali della mia fida 245, che da sempre uso come muletto per queste prove, come potete intravvedere dalla foto qui sopra. Per dimostrarvi che non solo le luci funzionano, ma anche il motore fa il suo dovere, eccovi un piccolo video.


Non sono ancora granché soddisfatto della velocità di reazione e manca del tutto la parte di programmazione e lettura delle variabili di configurazione, quindi c'è ancora del lavoro da fare ma...
eppur si muove!

A presto!

martedì 14 marzo 2017

La nuova centrale di controllo (2)

Buona serata ai miei lettori!

I test della nuova centrale di controllo proseguono bene: il circuito di generazione del segnale DCC comincia ad avere una programmazione più solida ed inizia a trasmettere i primi pacchetti sensati. Quanto al sistema di controllo, non c'è che dire: sono molto soddisfatto dell'acquisto.

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Prima di tutto per le dimensioni: in fin dei conti ho sostituito l'intero cassone con quello che vi posa sopra. Raspberry è così compatta che posso installarla permanentemente dentro al plastico, così qualora lo debba trasportare da qualche parte il tutto sarà autocontenuto. In secondo luogo configurare il sistema è stato veramente facile: le guide presentate sul sito di JMRI (link) e su quello di RocRail (link) sono abbastanza puntuali ed entrambi i sistemi hanno funzionato fin dal primo istante. Come al solito, oltre ai due programmi di controllo, ho installato anche VNC come sistema di visualizzazione da remoto; o meglio, ho solo abilitato VNC, perché questo programma è già preinstallato in Raspbian Jessie, il sistema operativo che ho installato su Raspberry.

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Qui sopra potete vedere i primi passi della configurazione di JMRI: essendo abituato a Rocrail il tutto mi risulta un poco alieno, ma alcune cose mi sono piaciute fin da subito. Una su tutte: non appena ho connesso i LocoIO al bus Loconet il sistema ha subito riconosciuto autonomamente tutti i sensori collegati, che sono risultati immediatamente funzionanti.

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Qui sopra invece le prime impostazioni di Rocrail: ho dovuto faticare parecchio di più per configurarlo, soprattutto perché non riuscivo a convincerlo a connettersi al LocoBuffer via porta USB. Alla fine, scovata la giusta configurazione anche questo sistema si è messo a funzionare a dovere.

Il prossimo passo sarà connettere entrambi i programmi alla scheda di generazione del segnale DCC per vedere finalmente muoversi qualcosa. Non vedo l'ora!

A presto!

martedì 7 marzo 2017

Deviatoi in CAP 2.0 (3)

Buona serata ai miei lettori!
La famosa influenza che un mese fa mi aveva dato una mano a portare avanti i lavori sul plastico mi ha perseguitato fino a fine mese, ripresentandosi puntualmente ogni weekend, con grande "gioia" del sottoscritto. Questa volta però invece che aiutare ha messo un bel freno al lavoro: in tutto questo tempo purtroppo sono riuscito a produrre ed installare solo un altro deviatoio, che potete vedere qui sotto nella sua posizione definitiva.

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Unica difficoltà questa volta è stata la vicinanza con la giunzione dei tasselli/moduli. Normalmente prima delle punte degli aghi prevedo sempre un paio di traverse, utili sia per dare robustezza alla struttura, sia per tenere sotto controllo lo scartamento ed il parallelismo tra le rotaie. Avendo già posizionato le traverse della giunzione, avrei dovuto optare per una sola traversa prima degli aghi: per non indebolire la struttura del deviatoio, ho scelto di mantenere più lunghe del necessario le rotaie prima degli aghi. Al termine del lavoro sul deviatoio ho sagomato entrambe le rotaie con la levigatrice a disco poi ho saldato tutto l'insieme alle traverse già installate.

E questo purtroppo è tutto quanto per ora. Ci vediamo sabato 11 a Verona con chi verrà al Model Expo Italy!

martedì 7 febbraio 2017

Deviatoi in CAP 2.0 (2)

Buona serata ai miei lettori!

Complice anche una bella influenza che mi ha costretto a casa alcuni giorni della settimana scorsa, sono riuscito a terminare il lavoro sul nuovo deviatoio in CAP ed a portare avanti il lavoro sulla radice destra della stazione di Caprazzino.

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Dopo aver sfilato le rotaie usate per posizionare gli attacchi sulle traverse, ho iniziato il lavoro sul cuore, utilizzando come al solito le mie dime. Questa volta, per diffondere meglio lo stagno tra le due metà che compongono il cuore, ho fatto uso di una saldatore a gas, con grande soddisfazione. E' stato necessario fare un poco di attenzione per non carbonizzare la base della dima, ma il rame delle basette in FR4 ha decisamente aiutato a disperdere il calore in eccesso. Per quanto riguarda le controrotaie del cuore, le ho realizzate separatamente come al solito, avendo cura di saldarle in posizione utilizzando due attacchi normali alle estremità. Unica accortezza, necessaria per evitare sobbalzi, è quella di posizionare la parte dell'attacco senza la riproduzione del bullone d'attacco dal lato interno della rotaia, ovvero quella percorsa dal bordino, come potete vedere dalla foto qui sotto.

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Per riuscirci in tutti i punti e mantenere un buon ancoraggio delle rotaie alle traverse, ho usato un semplice trucco. La zona del cuore è composta da 6 traverse: per la prima da sinistra ho tagliato due attacchi normali ed ho usato solo la parte senza bullone. Per la seconda traversa, altri due attacchi tagliati: la parte senza bullone blocca il cuore, mentre la parte con bullone blocca la controrotaia. Per mantenere allineate le rotaie ho rimosso con il dremel la riproduzione dei bulloni di attacco della piastra. Terza traversa: due attacci normali interi, posizionati lungo la controrotaia, con la parte senza bulloni dal lato della punta del cuore. Quarta e quinta traversa, due attacchi speciali ciascuna, tagliati a misura. Sesta ed ultima traversa, due attacchi normali senza alcuna lavorazione.

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Qui sopra potete vedere i due lati del deviatoio finito, a meno del tirante degli aghi. Sono piuttosto soddisfatto, anche prima della colorazione. Per evitare cavallotti, questa volta ho provveduto a saldare in alcuni punti le rotaie agli attacchi: risulta utile anche per irrobustire la struttura. Per i restanti attacchi al solito ho usato la colla 21.

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Per quanto riguarda i tiranti degli aghi, ho cercato di perfezionare il sistema a quattro tiranti. Non mi piaceva infatti che vicino al punto di ancoraggio vi fosse uno scavallamento: oltre ad esseere antiestetico, andava a cozzare contro la riproduzione della cassa di manorva. Per risolvere questo problema ho utilizzato una barretta di FR4 ramato da entrambi i lati: due dei tiranti li ho saldati sopra, gli altri due invece li ho saldati sotto, avendo cura di sagomare in modo opportuno i fili in rame per far sì che tutti e quattro si trovino allo stesso livello. Il risultato pare soddisfacente.

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Qui sopra oinfine potete vedere l'attuale stato dei lavori alla radice destra: ancora pochi centimetri di rotaia separano il deviatoio in cap dal doppio inglese!

A presto!

martedì 31 gennaio 2017

Deviatoi in CAP 2.0 (1)

Buona serata ai miei lettori!

In queste settimane mi sono dato da fare per compleatare il lavoro sul terzo binario, ora finalmente dotato di tutte le rotaie e le giunzioni e non soltanto dei deviatoi. Nella foto qui sotto potete vedere una vista di infilata dal lato della radice destra, quella lato Urbino/Frontino, dove sono ben visibili le tre diverse traversinature: quella in CAP a sinistra, quella in legno al centro, e la vecchia RA36 a destra. Avendone la possibilità, ho preferito evitare totalmente giunzioni onde evitare poco realistiche cuspidi nei tratti in curva, ovvero praticamente ovunque.

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Ho anche iniziato il lavoro sul deviatoio in CAP in curva che vedere sostituito dalla sua sagoma in carta. A differenza dei deviatoi realizzati finora, dove ho impiegato gli attacchi in rame, per tutti i deviatoi del primo e del secondo binario ho deciso di utilizzare gli attacchi in microfusione di ottone, sempre di Weinert, che avevo già utilizzato in passato per la realizzazione del deviatoio di prova. Devo ammettere che dopo essere uscito dall'avventura della realizzazione del doppio inglese, tornare a lavorare su un deviatoio semplice pare veramente una passeggiata!

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Qui sopra potete vedere la traversinatura del nuovo deviatoio, prima e dopo il taglio delle piazzole per gli attacchi. Come per il doppio inglese, ho optato per il taglio al Dremel invece che con il vecchio sistema a carta vetrata. Devo dire che anche in questo caso la maggiore precisione e flessibilità mi ha convinto che questa sia la strada giusta. Non ho ancora sperimentato invece l'incisione chimica del rame, ma mi riprometto di farlo presto dopo i preziosi suggerimenti ricevuti sul forum della Duegi.

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Differentemente rispetto alla precedente realizzazione di deviatoio in CAP questa volta ho deciso di prestagnare tutte le piazzole, un po' come si fa per i circuiti stampati a montaggio superficiale. Il vantaggio che ho osservato sta nel fatto che la saldatura tra attacco e piazzola è decisamente più rapida che non aggiungendo lo stagno solo in un secondo momento. Altra modifica rispetto al procedimento solito, questa volta ho posizionato gli attacchi prima di procedere alla sagomatura delle rotaie. Ho optato per questa soluzione perché mi sono accorto che nella zona in cui il contrago viene sagomato per ospitare l'ago c'è il rischio che si venga a creare una zona con raggio diverso rispetto al resto del deviatoio, una sorta di cuspide che trovo antiestetica e che con gli attacchi in rame ho dovuto correggere a mano un poco alla volta.

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Qui sopra potete vedere una vista ravvicinata degli attacchi in prossimità del punto di giunzione elastica del telaio degli aghi. Per semplicità di esecuzione ho saldato per primi gli attacchi normali, avendo cura di lasciare libera di muoversi la rotaia per poterla rimuovere in un secondo tempo per effettuare la sagomatura. Ho poi provveduto a saldare in posizione gli attacchi speciali, aiutandomi con un coltellino da modellismo per sollevare la rotaia dalle traverse quel tanto che basta da infilare l'attacco, come potete vedere nella foto qui sotto, che inquadra la zona delle controrotaie del cuore.

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Dovrò ritornare presto su questa zona per inserire gli attacchi per rotaia e contro rotaia.

A presto!